AIUTAMI A FARE DA SOLO: dalla pedagogia di Maria Montessori ad una cura non farmacologica per persone con demenza

“Aiutami a fare da solo” rappresenta una delle frasi più celebri della famosa pedagogista Maria Montessori. In questa semplice ma fortissima frase è espresso tutto il suo pensiero, fatto di riconoscimento, umiltà ma soprattutto rispetto delle potenzialità.

La persona con demenza, come per ciò che rappresenta il bambino per Maria Montessori, non resta ai confini di una scelta ma ne assume pieno significato e forza, attraverso il suo essere. Osservazione ed ancora osservazione pura, rappresentano i capisaldi di un percorso di studio che va alla semplicità dell’essere, che mentre nel bambino è in divenire, nella persona con demenza è in un recuperare, riconoscere e ridare dignità. Questi aspetti, in modo pratico, diverranno punti di riferimento del percorso di studio che si andrà a toccare delle giornate formativa organizzate in diverse  città: Bologna, Treviso, Torino e Milano, in cui si potrà cogliere la bellezza di questo approccio e la sua possibilità di intervento a livello domiciliare, sanitario e sociale.

Il modello Montessori a base sistemica rappresenta un’opportunità di vedere la persona con demenza in modo diverso da come ci hanno sempre abituati a gestirla, a gestirla. L’importanza di una visione complessiva a livello sistemico della persona con demenza e della sua famiglia sotto il profilo trigenerazionale rappresenta un passo in avanti rispetto alle più diffuse proposte di cura.

La persona con demenza non perde la sua identità con la malattia, per tanto, sarà necessario adottare tutte le possibili strategie per mantenere la sua vera essenza.

Questo approccio può essere applicato al mondo degli anziani, ma non solo, dove la cura sta proprio nella conoscenza di chi erano, negli ambienti, ma anche alla creazioni di supporti mirati, alle loro relazioni e al loro apprendimento, che a differenza di quello dei bambini che acquisiscono competenze per poi evolversi, quello degli anziani è l’opposto, con il conseguente decadimento e oblio.

Identità, relazione e cura rappresentano i cardini del mio approccio attraverso un pensiero montessoriano.

Partendo dalla teoria della retrogenesi, il modello Montessori per la demenza, MMD, che propongo all’interno delle cure non farmacologiche ha come caratteristica essenziale quella di costruire una relazione positiva tra la persona affetta da demenza, le persone che le stanno accanto e l’ambiente, così da ridurre gli eventuali segni di stress, che spesso vengono erroneamente definiti come stati di agitazione, aggressività o più in generali come disturbi del comportamento.

Il pensiero di Maria Montessori, diviene il filo conduttore di questo modello, che però deve tenere sempre ben presente la diversità di intervento, visto che stiamo trattando una persona adulta.

Sono in partenza delle giornate formative su questo modello che permetterà di condividere concretamente anche con altri professionisti un approccio di cura e di relazione.

Le giornate, in diverse città, permetterà di poter scegliere a quale formazione partecipare.

Gli incontri che si andranno a realizzare sono aperti per tutti coloro che desiderano conoscere questo approccio per la loro realtà socio sanitaria e vogliono concretamente fornire un supporto per i propri professionisti o come colleghi trovare delle strategie innovative.

TREVISO 11 MARZO 2022 SOLD OUT

TORINO 22 APRILE 2022

BOLOGNA 13 MAGGIO 2022

MILANO 27 MAGGIO 2022

Per informazioni si prega di inviare una mail attraverso il modulo contatti: https://avoncellianita.it/contatti/